Paesaggi Umani

fotografie di Mauro Terzi
sculture di Andrea Cappucci

Carassai, Palazzo Andreani
7 giugno 2014

 

Un fatto nuovo a Carassai

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Ogni territorio è conformato, nel paesaggio e nell’urbanizzazione, da una complessità di fattori stratificati.
La struttura del territorio è un coagulo di aspetti e fenomeni naturali, interventi, innesti, calchi antropologici, incidenti materiali, usi produttivi, elaborazioni culturali.
Tra questi, per estrema sintesi, si possono isolare due strati sintetici degli altri:
il territorio coincide con l’impronta degli atti materiali che lo connotano e lo hanno attraversato;
il territorio emerge come aspirazione degli atti immateriali, progetti e sogni che lo hanno abitato.

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Storicamente i luoghi attivi che insistono nel territorio sono plurimi: centri economici, commerciali e produttivi, sedi politico amministrative, luoghi religiosi.
Solo più recente è la comparsa di luoghi culturali più o meno autonomi rispetto a quelli ora citati o con essi variamente ibridati.
Questi neo-luoghi sono germinati dalla vicenda relativamente recente (parliamo del secolo scorso) in cui nelle comunità si comincia a sviluppare un micro imprenditoria culturale, non strettamente lucrativa, affrancata sia dalla sfera religiosa che da quella economica e sociopolitica, dedita sostanzialmente all’utopia minima e radicale della socializzazione dei valori, all’agape laica dei simboli, all’accoglienza e redistribuzione disinteressata dei significati.

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Si tratta delle azioni individuali atomizzate e delle aggregazioni culturali, nonché delle istanze materiali e immateriali che queste producono: presenza incisiva, attività, dibattito, sollecitazioni, eventi ma anche spazi, sedi fisiche, centri di irradiazione.
Quando un neo-luogo tra quelli ora descritti debutta in un territorio, ne rappresenta sempre una felice anomalia, in quanto apre un orizzonte di avventura, non essendo dati a priori, per la sua natura in progress, i suoi intenti e il suo destino, la sua sfida al cinismo o all’insostenibilità, avvolti in una forma stabilmente in fieri.

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È un simile fatto nuovo l’anomalia binaria che questa mostra, inaugurando lo spazio Sibilla Arte, tenacemente voluto da Adriana Braga, porta a Carassai.
Un fatto nuovo nella casa della memoria, fra le mura del radicamento ancestrale e profondo.
La binarietà è qui data nel debutto di uno spazio culturale con l’allestimento di una mostra, nell’innesto di un progetto attuale e futuro sul cardine del passato, e nella forma di territorio che in questi atti culturali si rispecchia:
territorio concreto nel suo radicamento antropologico,
territorio alluso in una possibile visionarietà di segni e di figure,
l’uno in concorso con l’altro nella cifra dei Paesaggi umani che emergono nel titolo.

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La mostra
La mostra
La mostra
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La mostra
La mostra
La mostra
La mostra
La mostra
Inaugurazione
Inaugurazione
Inaugurazione
Inaugurazione
Inaugurazione
Inaugurazione
Inaugurazione
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Invito
Invito
carassai 7 giugno