MUSICA VISIVA
PERSONALE DI ALFREDO LAVIANO

FRAMMENTI : GIUSEPPE CHIARI WILIAM XERRA JOHN CAGE LAMBERTO PIGNOTTI LUIGI TOLA
A cura di Adriana Braga e Claudio Marcantoni

16 giugno / 8 settembre 2018

Il progetto della mostra Musica Visiva, nasce dalla volontà dell’associazione Sibilla Arte di far conoscere anche nella sua zona di origine, il fermano, un artista che è molto più conosciuto all’estero, Alfredo Laviano. Secondo Daniela Simoni, storica e critica d’arte “ il colore e l’essenzialità della composizione esprimono, anzi sono, pura energia. Il segno fluttua con un’intensa forza espressiva che evoca il suono, il ritmo, la vibrazione emotiva. Poi una dimensione intimistica, che deriva da un tratto introspettivo che caratterizza l’artista, una ricerca interiore mirata a svelare l’armonia intrinseca delle cose, giocata su trasparenze e modulazioni cromatiche”. Laviano infatti, diplomato in percussioni al Conservatorio di Fermo, dopo aver frequentato la scuola d’arte, è più conosciuto come musicista, che come pittore. Suona con musicisti di tutto il mondo, spaziando dalla musica contemporanea al Jazz alla World Music. E inoltre, anche in questo facendo onore alle tradizioni del nostro territorio, è un apprezzato cuoco, capace di trasformare in performances di successo queste diverse espressioni di sè. Non è la prima volta che si mescolano le discipline e i mezzi artistici e si usano strumenti convenzionali in modo non convenzionale e viceversa. Nel secolo breve, appena trascorso, il Novecento, abbiamo visto il comparire e l’affermarsi di movimenti rivoluzionari, che hanno modificato e stravolto positivamente pratiche e contenuti dell’arte, combinando e vivificando la musica, l’arte visiva, la performance.

La Galleria Marcantoni propone un excursus attraverso le avanguardie storiche di Fluxus e Poesia Visiva. Il titolo, Frammenti, indica la brevità di spunti su artisti che meriterebbero ben più ampio approfondimento. Giuseppe Chiari, anche egli musicista, passato alla storia come esponente di punta nel movimento Fluxus , di respiro internazionale. Le sue opere sono creazioni, collages di alfabeti conosciuti, quali il pentagramma o strumenti musicali giustapposti, e di azioni pensate e riportate sulla tela attraverso la parafrasi dello scarabocchio e delle mani volanti a mo’ di azione. John Cage, grande innovatore musicale, difficile da costringere dentro il solo movimento Fluxus. E poi il movimento, tutto italiano, della Poesia Visiva . Esperienza che ha visto la genesi nei primi anni ’60 a Firenze. Lamberto Pignotti è stato il padre fondatore, di lì a breve molti altri artisti hanno dato il loro contributo costituendo “gruppi” con la stessa idea di messaggio artistico. Luigi Tola a Genova, creava le sue “poesie visive” estrapolando dai nuovi mezzi di comunicazione il materiale adatto per la propria arte. William Xerra a Piacenza, la cui opera è concepita tra il segno poetico e quello pittorico, anche quando negli anni settanta, tra happening, performance e video, produce una serie di opere strettamente “concettuali”.

Frammenti è il titolo di questa esposizione presentata da Sibilla Arte e Galleria Marcantoni nelle splendide sale dell’associazione marchigiana a Palazzo Andreani, Carassai , una mostra audace e provocatoria dalla sicura patina storica, che vuol presentare uno spaccato dell’arte forse ancora troppo confinato sul territorio nazionale e relegato ai soli addetti ai lavori.

Spazio Sibilla Arte, Palazzo Andreani, via Roma 3, Carassai (AP) dal 16 giugno all’8 settembre 2018 –
Orari : da giovedì a domenica 18,00 – 21,00 inaugurazione sabato 16 giugno 2018 ore 18

Sibilla Arte www.sibilla-arte.com info@sibilla-arte.com

Galleria Marcantoni www.galleriamarcantoni.it info@galleriamarcantoni.it

FRAMMENTI di Claudio Marcantoni
Il novecento artistico, confinato temporalmente, si accosta in maniera inequivocabile al sillogismo di “secolo breve”. Teoria codificata dallo storico britannico Eric Hobsbawn, il quale traccia confini ben precisi del secolo appena trascorso. Prima guerra mondiale e caduta dell’Unione Sovietica sono le date di riferimento e gli ottanta anni trascorsi l’una dall’altra sono stati testimoni di cambiamenti sociali, politici, culturali, vivacissimi e velocissimi. Esperienze che hanno dato un’accelerazione evolutiva e un’impronta precisa e univoca del novecento che mai si riscontra nei secoli passati. Parafrasando il pensiero storico del secolo breve, cambiando totalmente scacchiere di discussione, le arti visive e più in generale la cultura hanno avuto la stessa genesi e maturazione celere sottoscritta dallo storico inglese. Avanguardie storiche, impressionismo, espressionismo, surrealismo sono stati momenti della storia dell’arte visiva intensi, rivoluzionari, uno conseguenza ed evoluzione dell’altro, vissuti in maniera totalizzante, cadenzando le proprie teorie ed esperienze pratiche nel breve arco temporale di un decennio (ciascuno). Ed è stato così anche per le neoavanguardie Fluxus e Poesia Visiva. La prima di respiro internazionale e datata primi anni ’50, ha visto in Giuseppe Chiari uno dei principali esponenti e militanti italiani. Insieme a John Cage, George Maciunas e molte altre personalità provenienti da eterogenee realtà culturali, i Fluxus erano impegnati a presentare e sviluppare attività artistiche interdisciplinari di vario tipo. La performance era la loro peculiarità e il loro biglietto da visita. Era un messaggio che andava altre l’idea artistica e commerciale tradizionale, e “l’azione del creare” aveva una precisa genesi , ma un fine incerto, non decodificato, quasi frammentario. Le opere esposte dell’artista fiorentino Chiari sono espressione palese del sentire di quegli anni. Musicista e poeta, le sue creazioni sono collages di alfabeti conosciuti, quali il pentagramma o strumenti musicali giustapposti, e di azioni pensate e riportate su tela attraverso la parafrasi dello scarabocchio e delle mani volanti a mo’ di azione, riportate spesse volte su supporti fotografici. L’altro movimento neo –avanguardistico tutto italiano è quello della Poesia visiva. Esperienza che ha visto la genesi nei primi anni sessanta a Firenze vedendo coinvolti dapprima militanti del “Gruppo ‘63” per aprirsi a più categorie culturali inglobando artisti, musicisti , poeti, letterati. Lamberto Pignotti è stato il suo padre fondatore, il capoluogo toscano la sua città natale. Di lì a breve molti altri artisti di diversa provenienza geografica hanno dato il loro contributo costituendo “gruppi” con la stessa idea di messaggio artistico. Come Pignotti a Firenze, Tola a Genova creava le sue “poesie visive” estrapolando dai nuovi mezzi di comunicazione il materiale adatto per la propria arte. Frammenti è il titolo di questa esposizione Sibilla Arte in collaborazione con la Galleria Marcantoni presentano nelle splendide sale dell’associazione marchigiana. Una mostra audace e provocatoria dalla sicura patina storica che vuol presentare uno spaccato dell’arte forse ancora troppo confinato sul territorio nazionale e relegato ai soli addetti ai lavori. Un plauso a Adriana Braga che con grande passione, competenza e mecenatismo riesce a dar vita a situazioni culturali interessanti, proponendo eventi ed attività di respiro nazionale.

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