“CITTA’ VISIBILI”

 Foto di Flavia Faranda

Galleria Sibilla Arte, Carassai (AP)
1 agosto-12 settembre 2015

 

“Adesso, da ogni città che Marco gli descriveva, la mente del Gran Kan partiva per suo conto, e smontata la città pezzo per pezzo, la ricostruiva in un altro modo, sostituendo ingredienti, spostandoli, invertendoli”

Scattate a Milano, Carassai , Offida, Catania, Ascoli, le foto che Flavia Faranda presenta in anteprima nella mostra “Città Visibili” non sono un semplice resoconto di viaggio, ma una sorta di autoritratto interiore.

La scelta di utilizzare un apparecchio obsoleto non è solo di natura estetica, ma poetica. La Brownie Kodak 2, messa in commercio all’inizio del XX secolo, permetteva di caricare dei rulli a scorrimento (120mm), contribuendo alla maneggevolezza nel trasporto e quindi alla nascita della “fotografia istantanea”.

Se la necessità di leggerezza del mezzo fotografico è oggi evidentemente superata, la volontà di catturare un attimo in maniera rapida e definitiva è molto attuale.

Tuttavia, lungi dall’essere pure registrazioni, le immagini vengono sovrapposte già in fase di ripresa, utilizzando i segmenti di pellicola come dei dettagli che mano a mano vanno a ricostruire dei luoghi.

Il risultato sono delle visioni oniriche, quasi delle epifanie, che pur ancorate al reale attraverso un filo sottile, quello della memoria, costruiscono un immaginario ovattato e metafisico, sospeso in una dimensione spazio-temporale incantata.

Le città invisibili, così come ne parla Calvino, sembrano quindi diventare visibili, presenti nel subconscio dell’artista e comunicate attraverso delle fotografie che non sono solo, e non tanto, la descrizione di un luogo, ma la condivisione emotiva della percezione dello stesso, con le sue voci, i suoi odori e i suoi silenzi.

Iolanda Ratti

 

Flavia Faranda (Roma, 1977)

Nel 2002 si laureata in Storia dell’Arte presso L’Università Statale di Milano.

Da allora, oltre a coltivare la passione per la fotografia, inizia a lavorare occupandosi di grafica ed editing lavorando presso vari studi editoriali milanesi.

Dopo aver conseguito nel 2005 il diploma in Fotografia presso lo IED di Milano, inizia a collaborare con lo studio fotografico OrianiOrigone, a cui deve la sua formazione di still life.

Continua poi il proprio percorso specializzandosi in ritratto e fotografia d’architettura.

Partecipa inoltre come fotografa e videomaker all’attività di Laboratorio Sogno, laboratorio di teatro-carcere.

Ha partecipato a diverse mostre collettive, tra cui “Brazil:una foto per il futuro” presso la galleria Jannone di Milano (Maggio 2010) e”(R)ESISTENZE” presso la Fondazione Corrente, a cura di Roberto Mutti (marzo 2014).

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